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Con il via libera al secondo decreto
legislativo sul
federalismo, dopo quello sul federalismo demaniale, "si
interrompe il
vizio di trasferire risorse non in base a esigenze reali, ma
in base alla spesa storica: chi piu' spendeva, gestendo
anche male, riceveva di piu' dallo Stato".
Lo afferma il ministro della Semplificazione normativa,
Roberto
Calderoli, in merito al via libera del Cdm al decreto
legislativo che
fissa costi e fabbisogni standard di Comuni e Province.
Calderoli ha detto che entro l'estate "verranno fissati i
costi standard anche rispetto alla sanita', perche' e'
impensabile avere un paese dove il 50% delle Regioni e' in
stato di sorveglianza speciale e alcune sono anche
commissariate".
"Le case si fanno partendo dal basso -ha detto il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti- e la costruzione che stiamo
mettendo su, il federalismo fiscale, doveva e non poteva che
partire dai Comuni. Poi verranno le Province e quindi le
Regioni, su cui c'e' ancora molto da
discutere, perche' non vogliamo fare sbagli". Il
provvedimento del Governo punta a favorire i prelievi
fiscali sul territorio.
da
MILANOFINANZA.it
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La politica sociale, vista la grave crisi economica in
corso, rappresenta per i cittadini la possibilità di trovare aiuto,
da parte dello Stato, per far fronte alle difficoltà economiche che
innescano a loro volta complessi meccanismi che influenzano la vita
di tutti i giorni dei cittadini. A sua volta lo Stato si trova
in gravi difficoltà a far fronte a tutte le richieste di aiuto che
pervengono dalla collettività; un tempo quando lo Stato Italiano non
doveva rispettare i parametri di rigore economico dettati dalla
Comunità Europea poteva adottare provvedimenti di spesa senza
incorrere in sanzioni e richiami; allo stesso tempo l’Italia di solo
un decennio fa era tra le grandi potenze economiche ed industriali
del Mondo; la realtà di oggi è invece di un’Italia che oltre a
ritrovarsi con i problemi mai risolti dai tempi della nascita della
Repubblica Italiana si ritrova in un contesto mondiale in cui
l’Europa non è più il centro del Mondo e l’economia mondiale sta
attraversando una fase di assestamento e di cambiamento che ci vede
ai margini dello scenario mondiale. Se un tempo, secondo le dottrine
economiste, bastava che lo Stato “creava buche e poi le riempiva”
per......
......continua
nella sezione comunicati
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