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Primo Piano

 


Casa, amara casa... quanto mi costi!
Catasto su base patrimoniale, incremento delle tasse sulle compravendite e successioni Ecco come Padoa Schioppa e Visco fanno cassa mettendo le mani sui risparmi dei cittadini

 

Marco Liguori


Roma - «Con il nuovo catasto basato sui valori e non più sui redditi, la tassazione sulla casa può anche triplicare rispetto all’imposizione attuale». Il segretario generale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, spiega così uno degli effetti sulla tassazione della casa, inclusa nella manovra finanziaria varata dal governo Prodi e in corso di approvazione in Parlamento. Il nuovo catasto patrimoniale avrebbe un effetto devastante sul mercato immobiliare: sarebbero colpiti, con una reazione a catena, non solo il mercato delle compravendite, che salirebbero a valori ancor più elevati di quelli attuali, ma anche quello degli affitti. «Per fare un esempio, attualmente se un immobile rende 100 per la locazione - prosegue Spaziani Testa - il carico tributario tra Ici e Irpef è pari a 40. Se passasse la riforma del catasto, si comprende che, aumentando l’imposizione, i canoni di affitto salirebbero a valori insostenibili».
Questo è solo uno dei provvedimenti, incluso nel disegno di legge di deleghe fiscali, riguardanti il settore immobiliare. Per capire meglio le altre novità, bisogna fare un passo indietro ed esaminarli punto per punto.


TRE PROVVEDIMENTI
LEGISLATIVI


«La manovra si compone - prosegue il segretario generale di Confedilizia - di tre provvedimenti legislativi. Il primo è il decreto legge, che però, pur essendo in vigore la parte pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, è attualmente in evoluzione e suscettibile di numerosi emendamenti anche da parte dello stesso governo. Il secondo è la legge Finanziaria vera e propria: l’ultimo è il disegno di legge di delega fiscale». In ciascuno dei tre, in via di approvazione in Parlamento, vi sono inclusi i provvedimenti sulla casa. Cominciamo dal testo della Finanziaria. L’articolo 5 comma 25 prevede l’obbligatorietà per i condomini di rilasciare la ricevuta fiscale per tutte le operazioni effettuate. «Ciò costituisce un altro aggravio - commenta Spaziani Testa - dopo quello del 1998 che istituiva il condominio come sostituto d’imposta. Lo scopo del governo è quello di eliminare il “nero”: in realtà non crediamo che la situazione possa cambiare. L’amministratore disonesto non sarà certo dissuaso». Ma c’è anche un altro effetto “boomerang” sui condomini. «Con questo nuovo onere, aumentano le responsabilità degli amministratori - sottolinea Spaziani Testa - che potrebbero chiedere un aumento dei propri compensi. Il nuovo obbligo fiscale potrebbe inoltre far sì che il condomino che sia anche amministratore lasci il suo incarico a causa delle troppe responsabilità tributarie».


LA POLIZZA
DELLA
DISCORDIA


Durante ai lavori alla Camera è stato eliminato l’articolo 52 della Finanziaria, in cui era stata prevista l’obbligatorietà della polizza contro le calamità naturali per tutti i nuovi fabbricati privati.
«La nostra associazione e la commissione Ambiente della Camera - afferma il segretario generale di Confedilizia - hanno manifestato più volte la propria contrarietà per questa copertura a causa dei possibili consistenti costi per i proprietari». Il “no” di Confedaveva anche un altro fondamento: i possessori di case pagano già i contributi ai consorzi di bonifica che hanno il compito di tutelare i beni dalle calamità naturali.
Nella Finanziaria è stata prevista anche l’introduzione nel quadro dei fabbricati della dichiarazione dei redditi i dati catastali e le altre indicazioni utili per l’Ici.
«Quest’ultima dovrà essere versata tramite il modello F24», prosegue Spaziani Testa. Nel testo ci sono due elementi positivi. «È stata prorogata fino al 31 dicembre 2007 - sottolinea Spaziani Testa - la detrazione Irpef per gli interventi di ristrutturazione edilizia. È stata anche estesa all’installazione di apparecchiature per il risparmio energetico». È stato anche incluso una detrazione Irpef a favore degli studenti universitari con contratti di locazione regolari. Considerato però l’alto tasso di evasione in questo tipo di mercato, non sarebbe stato meglio concedere lo sgravio ai padroni di casa?


LA TASSA
DI
SUCCESSIONE


Passando al decreto legge, si segnala un provvedimento “croce e delizia” del contribuente italiano: la tassa per successioni e donazioni che vale per tutte quelle aperte dal 3 ottobre scorso. “La reintroduzione formale dell’imposta per i patrimoni oltre il milione di euro è stata effettuata dal governo - prosegue Spaziani Testa - con un provvedimento che ha smentito l’impianto originario del decreto. Sono state eliminate una serie di imposte varie per successioni e donazioni come quelle registro e catastali. Bisognerà però vedere cosa prevederà il testo finale del decreto approvato dal Parlamento: l’emendamento non è ancora in vigore”. L’aliquota prevista dall’emendamento sulle successioni e donazioni è del 4% per i parenti più stretti (marito, moglie e figli), 6% per quelli fino al quarto grado e dell’8% per tutti gli altri. Infine, sempre nel decreto legge, è stata innalzata dal 12,50% al 20% l’imposta sostitutiva di quelle sui redditi prevista nella Finanziaria 2006. Questo tributo vale anche per le plusvalenze realizzate in caso di cessioni di immobili a titolo oneroso.

 

Da “ la Padania

[Data pubblicazione: 24/11/2006]

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