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il capogruppo stefano galli
«Il Governo non si nasconda: non rimarremo a lungo “schiavi di Roma”»
 
 

Sono parole chiare e tonde quelle che ieri mattina il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale Stefano Galli ha pronunciato in aula. È stato lui - insieme con il presidente della commissione Programmazione e Bilancio della Lombardia Rosi Mauro - a dare la carica al “Parlamento lombardo” sul federalismo fiscale.
Presidente Galli, da dove nasce la proposta di legge al Parlamento per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione?
«Da troppo tempo il nostro popolo è tartassato, spogliato, per non dire rapinato da questo stato centralista, borbonico e inefficiente. Siamo schiavi di Roma: lo dice purtroppo anche l’inno di Mameli, che certo non aveva intenzione di ironizzare. Basta guardare il bilancio della Lombardia e quello dei nostri Enti locali per capire che le risorse da noi prodotte - una volta affrontate e superate le vette perigliose degli Appennini - difficilmente e in maniera assai sparuta, riescono, come i soldati di un esercito battuto e decimato, a far ritorno alle proprie abitazioni».
Quale è l’obiettivo della Lega Nord?
«È destino e volontà degli schiavi non rimanere troppo a lungo in condizioni di servitù: questo è il nostro intento».
Quali sono le cifre più eclatanti di questa schiavitù?
«La Lombardia resta tuttora la Regione più penalizzata in quanto a perequazione fiscale e ripartizione dei trasferimenti statali. Se solo la Lombardia fosse trattata, non dico come la media delle Regioni italiane, ma solo come la penultima in classifica, la nostra Regione disporrebbe di 7 miliardi di euro in più all’anno. Una cifra spaventosa, che rende bene l’idea della discriminazione ai danni di noi lombardi».
Quale è la soluzione a questi mali?
«Quella indicata dal Consiglio regionale lombardo: una maggiore autonomia da realizzarsi attraverso l’attuazione degli articoli 116 e 119 della Costituzione. Ovvero: maggiori competenze e federalismo fiscale. La richiesta di attuazione di maggiori competenze deve procedere in maniera parallela a quella, complementare, del federalismo fiscale. Il Governo di centrosinistra sta invece sostenendo, in maniera del tutto strumentale, che non si possono avere ulteriori competenze se prima non si attua quanto previsto dall’articolo 119. Questo concetto è stato ribadito anche in una breve e insipida lettera di Linda Lanzillotta, ministro per gli Affari regionali, al presidente del Consiglio Romano Prodi. Siccome a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, abbiamo il fondato sospetto che si tratti di un tentativo di farci “girare a vuoto”, rimandandoci continuamente dall’articolo 116 al 119 e viceversa».
Come è possibile confrontarsi con il Governo di centrosinistra che continua a tenere coperte le proprie carte?
«Di fronte alla questione federalista non si può continuare a nascondersi dietro a un paravento. Il federalismo è una esigenza concreta, non un argomento da usare a fini elettorali per cercare maggiori consensi al Nord e da gettare nel dimenticatoio della politica. Noi abbiamo fatto una proposta seria e concreta: non pensiamo certo che siano le tavole dei comandamenti, ma se l’attuale Governo dovesse respingerla in toto dovrà assumersi tutta la responsabilità politica di tale gesto».
 

Da "la Padania" data pubblicazione: 20/06/2007]

 

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