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Politica

 

 

Al Nord arrivano altri 220mila immigrati

Si aggiungono a quelli già previsti. In totale 350mila extracomunitari che accentueranno i problemi di sicurezza Intanto il Governo prepara l’offensiva finale: distruggere la Bossi-Fini e raddoppiare la validità dei permessi di soggiorno

 

Toni Mirabile  

Sembra un fiume in piena il ministro il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Prima fa pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, validità da oggi, il decreto “Programmazione aggiuntiva dei flussi di ingresso di lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato per l’anno 2006” che consente l’ingresso di ulteriori 350 mila lavoratori extracomunitari, oltre ai 170 mila già previsti.
Poi dichiara che per gennaio intende fare a brandelli la legge Bossi-Fini. E, non contento, fa sapere che ha intenzione di raddoppiare i tempi di validità dei permessi di soggiorno. Un programma che ridisegna totalmente la geografia italiana in fatto di politica dell’immigrazione.
Nella nuova “infornata” di extracomunitari che il Paese si dovrà preparare ad affrontare, sono compresi tutti coloro le cui domande di assunzione sono state regolarmente presentate presso gli uffici postali, da imprese e famiglie, entro il 21 luglio 2006. Non ci sarà più una graduatoria, com’era previsto, ma i datori di lavoro, spiega il comunicato del Ministero, dovranno semplicemente «attendere la comunicazione da parte dello Sportello unico per l’immigrazione delle Prefetture».
A doverne sopportare le conseguenze maggiori sarà, manco a dirlo, il Nord, che dovrà fare i conti con un afflusso extra rispetto a quello previsto dal Governo di centrodestra, di 219.500 extracomunitari. Ora, naturalmente, si dovranno attendere la reazione di Regioni e Province (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia. Veneto, Provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna e Toscana) alla notizia ministeriale. Ma intanto l’Assessorato al Lavoro della Provincia autonoma di Bolzano ha fatto sapere al Ministero di non voler ricevere quote in aggiunta a quella già assegnategli dal decreto flussi previsto dall’Esecutivo guidato da Silvio Berlusconi.
Il Centro se la cava con “danni” molto più limitati: a Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise toccherà accogliere soltanto 79.800 immigrati in più di quelli previsti. Soltanto 37.200 i permessi di soggiorno targati Ferrero saranno rilasciati nel Sud del Paese (Campania, Puglia, Basilicata e Calabria), mentre alle isole spetterà occuparsi di 13.500 immigrati in più.
Ma evidentemente preso dall’enfasi dei nuovi arrivi che salveranno l’economia del Paese, Ferrero ha fatto sapere che ha intenzione di mettere mano pesantemente alla legge Bossi-Fini: «Sto lavorando con il ministro dell’Interno Giuliano Amato alla costruzione di una nuova legge sull’immigrazione che sostituirà la Bossi-Fini e che vedrà la luce nel mese di gennaio. L’iter della nuova legge dovrebbe concludersi a primavera». Un imprenditore o una famiglia, ha spiegato il ministro, «che hanno fatto domanda nel marzo 2006 per avere una badante o un operaio avranno una risposta dopo marzo 2007. Questo non per colpa di chi lavora negli uffici, come dice il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, ma a causa della normativa in vigore che allunga inesorabilmente i tempi di risposta».
Per il ministro, l’immigrazione, non deve essere «un incidente di percorso», ma una voce che dovrebbe rispondere «a problemi pratici». Per questo il ministro si è detto colpito dalla discussione in corso sui singoli territori che risulta «molto meno ideologica di quanto avviene a livello nazionale e più concreta. L’impegno nostro - ha continuato Ferrero - è di modificare una normativa non adeguata alla realtà. A questo proposito sta partendo l’accordo con le Poste italiane per ridurre i tempi di attesa del permesso di soggiorno, in vista della gestione complessiva del problema da parte delle amministrazioni comunali e del raddoppio dei tempi per i permessi che dimezzeranno la necessità di richiedere i rinnovi».
Ferrero è convinto di essere in grado di poter scrivere una nuova legge che risolva definitivamente «anche la questione dei Centri di permanenza temporanea», i Cpt. «L’obiettivo della nuova normativa», ha aggiunto Ferrero, «è di evitare che molte persone siano obbligate alla condizione di clandestinità come oggi obbliga ancora la Bossi-Fini. Serve una nuova legge che permetta invece di gestire gli ingressi in forma regolare per eliminare anche molti dei problemi che oggi sono scaricati sui Cpt».
Ma l’ondata di extracomunitari che sta per giungere all’interno delle frontiere apre anche notevoli problemi in fatto di assistenza sociale: «La maggioranza sotto l’influsso dell’estrema sinistra ha bocciato gli emendamenti della Lega che prevedevano l’obbligo della residenza in Italia per coloro che beneficiano dell’assegno sociale (381 euro al mese per 13 mensilità). A dirlo è il senatore Ettore Pirovano, che aveva presentato gli emendamenti relativi all’articolo 2 della Finanziaria. «Gli Italiani - ha spiegato il senatore del Carroccio - continuano a pagare la pensione agli extracomunitari che sono arrivati in Italia per un ricongiungimento e che - ha sottolineato - il giorno dopo aver ottenuto dall’Inps i benefici che molti italiani non ottengono, rientrano nel Paese di origine. Per questo straniero, che risulta capofamiglia e che rientra nel Paese d’origine - ha aggiunto Pirovano - continuano anche a permanere gli sgravi fiscali per il carico familiare dei suoi congiunti, anche se sono residenti all’estero. Di conseguenza - è andato avanti l’esponente della Lega - continuerà ad avere priorità nelle graduatorie per gli asili nido, o per l’ottenimento delle case di edilizia economica e popolare, passando davanti a quegli sprovveduti vecchi italiani che da anni aspettano una casa in fondo alle graduatorie».

 

Da “ La Padania

[Data pubblicazione: 08/12/2006]

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