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«Abbiamo
ottenuto una piccola conquista per in Nord.
Il Governo ha approvato un ordine del giorno del gruppo della Lega Nord al
Senato che lo impegna a considerare i tratti autostradali Brescia-Bergamo-Milano
(Bre.be.Mi) e Asti- Cuneo prioritari e non
coinvolti nella modifica prevista dal decreto fiscale secondo cui si
ricomincia da zero l’iter burocratico per assegnare le concessioni».
Ettore Pirovano a Michelino Davico
hanno vinto una battaglia all’interno di una guerra, quella della
Finanziaria, che, giorno dopo giorno miete
sempre più vittime. A fronte, infatti, dei sempre più numerosi tagli
sono molti i settori a rischio, per non parlare delle infrastrutture che,
stando a quanto afferma il Governo Prodi e il
suo ministro, Antonio Di Pietro, rischiano di diventare delle mosche
bianche.
Il gruppo della Lega al Senato, hanno continuato i due esponenti del
Carroccio, «ha strappato il consenso del governo in fase di votazione
finale del decreto fiscale per rimettere sul tappero
le infrastrutture indispensabili al nord». I due tratti autostradali,
infatti, sono già stati assegnati in project financing,
«quindi senza oneri per lo Stato - hanno sottolineato
Davico e Pirovano
- e non possono essere azzerate tutte le procedure che hanno già portato
a essere pronti da subito ad iniziare i lavori». Il gruppo della Lega
Nord, si è detto dunque «orgoglioso», per questo risultato «ottenuto
con il consenso di questo Governo che, suo malgrado, ha dovuto ammettere
che tali opere sono indispensabili».
Nell’ordine del giorno presentato di legge che «una modifica ex lege
delle clausole della convenzione, secondo i criteri della convenzione
unica proposti dal Governo, rompe il delicato equilibrio delle garanzie
contrattuali e compromette il finaniziamento
delle opere a parte degli isituti bancari».
Insomma, uno stop non solo avrebbe provocato seri problemi alle
infrastrutture del Nord ma l’Esecutivo
avrebbe dovuto pagare una penale alla società impegnata a realizzare il
progetto. Un rischio che, però, purtroppo, non ha impedito a Prodi di
bloccare numerosi lavori e di chiudere numerosi
cantieri aperti dalla Cdl. Tanto per il gusto
di distruggere il lavoro di chi c’era prima di lui.
Da
“
La Padania
”
[Data
pubblicazione: 24/11/2006]
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