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La segreteria politica ieri si è riunita per definire il programma
La Lega prepara i magnifici sette
Per la prima volta il nome di Bossi all’interno del simbolo elettorale

 Matteo Mauri

Milano. La segreteria politica della Lega Nord che si è riunita ieri in via Bellerio ha posto le basi per elaborare il programma con cui si presenterà agli elettori in vista del voto del 13 aprile.
Sono sette i punti qualificanti che lo stato maggiore del Carroccio ha identificato e sui quali porre le basi per una campagna elettorale vincente.
Federalismo, federalismo fiscale, famiglia, sicurezza e immigrazione, infrastrutture, burocrazia.
In una riunione fiume, presieduta dal segretario federale del Carroccio Umberto Bossi, sono stati individuati gli argomenti principali che caratterizzeranno la cavalcata della Lega da qui all’election day.
Il Federalismo, da sempre essenza stessa dell’esistenza del partito bossiano, deve essere realizzato seguendo un’idea forte. Per questo motivo, visto anche che i tempi sono maturati rispetto a quando furono lanciate all’inizio degli anni novanta, la Lega ripropone le tre macroregioni teorizzate da Gianfranco Miglio. Una struttura federale che allora venne derisa e sbeffeggiata, ma che oggi appare meno lontana di quanto si pensi, visto che la coscienza istituzionale si è evoluta in senso federalista. Detto i parole povere: non è più un tabù parlare di federalismo, né auspicare uno stato federale. Ergo si può discutere anche di tre macroregioni.
Ma quando si parla di federalismo non ci si riferisce solo alla struttura dello stato: il discorso si allarga per forza alle tasse. Da qui il secondo punto qualificante del programma della Lega: il Federalismo fiscale. il modello di riferimento è quello catalano. E parlando di fisco, il tema si incrocia con un altro aspetto importante della politica leghista: la famiglia. La Lega propone un suo vecchio pallino: reddito e quoziente famigliare. Anche in questo caso non c’è da inventare nulla: la Francia ha già sperimentato con successo questo modello, che per altro Maroni, quando era ministro del Welfare, aveva studiato con particolare attenzione. Allora non se ne fece nulla, perchè la situazione economica del paese non lo permetteva, oggi invece le prospettive sono diverse.
Ci sono poi immigrazione e sicurezza che viaggiano di pari passo. Per affrontare e risolvere tali problemi il Carroccio propone di dare maggiori poteri alla polizia locale e di avere tolleranza zero nei confronti di chi delinque.
Sulle infrastrutture da realizzare, la primo posto c’è Malpensa e tutto ciò che ad essa è collegato, senza dimenticare la pedemontana veneta e quella lombarda.
Infine la lotta alla burocrazia. A cominciare dall’abolizioni di prefetti e prefetture, ridistribuendo i relativi compiti alle istituzioni già presenti sul territorio: province, comuni, camere di commercio, questure.
Novità anche nel simbolo elettorale: la segreteria politica ha deciso che accanto all’Alberto da Giussano ci sarà scritto “Bossi”. Si tratta di una novità assoluta nella storia del Movimento, che ha già suscitato reazioni positive

 

[da " la Padania " data pubblicazione: 08/02/2008]

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