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LA QUINTA COLONNA DI PRODI
 

Matteo Mauri

«Dopo il voto del Senato ci sono due novità», spiega Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega Nord.
Quali?
«Primo: in politica estera l’Unione non ha la maggioranza. Secondo, l’Udc vota in maniera difforme dalla Cdl su un tema importante. Il che pone un problema».
In vista delle Amministrative?
«È ovvio che andare divisi alle amministrative può essere un problema. Ma il voto di martedì ci pone di fronte all’interrogativo se l’Udc è ancora nella Cdl oppure no. Non possiamo far finta di niente. La domanda è: si tratta di un episodio isolato, oppure succederà ancora?»
Ma da più parti ci si chiede: può la Casa delle Libertà rimanere sotto schiaffo dell’Udc?
«È ovvio che non possiamo stare sotto schiaffo. Il problema è un altro. Siamo di fronte ad un episodio? Perché se così fosse, potremmo anche ipotizzare che l'Udc abbia votato in modo coerente rispetto a quanto fatto alla Camera. Come coerente è stata la Lega».
An e Fi hanno cambiato posizione rispetto al voto della Camera: per stanare l'Udc?
«Intanto per stanare Prodi. Certo, l’Udc può utilizzare l’argomento della coerenza rispetto al voto della Camera. Se fosse un episodio potremmo ancora ragionare con l’Udc, altrimenti non resta che prenderne atto. Del resto hanno già preso più volte le distanze da noi e non so quali spazi di manovra ci possano ancora essere».
Quindi lei concederebbe ancora una prova d’appello all’Udc?
«Proprio per voler essere prudente. Ma al prossimo sgarro, basta. Del resto non capisco quale utilità si possa avere nel tenere all'interno dell'alleanza una quinta colonna di Prodi. Grazie alla Cdl hanno sindaci, assessori, consiglieri, parlamentari... ».
Che fare? Si avvicinano le amministrative?
«Credo che le segreterie dei partiti dovranno porsi questo problema e prendere una decisione. In consiglio federale io dirò che se siamo di fronte ad un Casini che in ogni momento ribadisce la sua presa di distanza dagli altri partiti, allora vada pure. Anche perché ho registrato una sua presa di posizione in cui si dichiarava infastidito del fatto che ancora una volta avesse vinto la Lega».
Non è un segno di riconoscimento?
«È vero che la Lega martedì è uscita vincente, perché la sua linea è stata coerente, tanto da far convergere al Senato tutta la Cdl. Però se Casini dice che siccome ha vinto la linea politica della Lega siamo di fronte ad un fatto negativo, allora può andare per conto suo».
Per altro Casini ultimamente non ha mai parlato bene della Lega.
«Vero. Quindi o si danno una calmata, oppure prenderemo atto con rammarico che non fanno più parte della Cdl. Speriamo che gli elettori capiscano».
Se l'Udc strappasse, farebbe il terzo polo o andrebbe a sinistra?
«Con questi sistemi elettorali il terzo polo non ci sta».
La Stampa di ieri dice che Prodi non ha avuto bisogno di attaccarsi alla stampella leghista per salvarsi: in caso di necessità la Lega sarebbe corsa in aiuto della maggioranza?
«Al Senato ci sono io e assicuro che di queste cose non ho mai nemmeno sentito parlare. Quindi smentisco questa ricostruzione giornalistica».
Prevede problemi nel centrosinistra?
«Non c'è il minimo dubbio. Stanno smentendo nei fatti decenni di politica fintopacifista, con D’Alema che in Aula s’inchina alle richieste dei militari».
Come giudica D'Alema in Aula?
«Non aveva bisogno di fare certe aperture, che sono andate di traverso alla sinistra radicale. Forse voleva ringraziare l’Udc. Accondiscendere gli americani? Può darsi, ma di solito queste cose avvengono attraverso altri canali».
 

 

[Data pubblicazione: 29/03/2007]

 

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