DA VENEZIA PARTE LA RIVOLTA FISCALE
Venezia.
Umberto Bossi ha scelto la tradizionale cerimonia dei popoli padani a Venezia per lanciare il programma di rivolta fiscale del Carroccio, articolato in tredici punti. «Federalismo subito» - Il segretario della Lega Nord dal palco ha subito lanciato un messaggio al presidente del Consiglio: «Dobbiamo dire a Prodi - ha scandito davanti agli oltre tremila militanti leghisti accorsi a Venezia - che vogliamo il federalismo. Il tempo è scaduto ed è arrivato il momento. Ognuno si prepari, sta venendo il momento, quel giorno sta arrivando, è molto vicino. Vedremo se sarà facile per Prodi e i suoi accoliti fermare 10 milioni di lombardi e di veneti. Sarà un evento contro il centralismo statalista romano. Canaglie - ha scandito Bossi - la fine sta venendo». Il leader del Carroccio ha poi sottolineato la stanchezza del «popolo padano» per la pressione fiscale imposta dal governo e per il «centralismo di Roma». «Noi andremo fino in fondo - ha ribadito il Senatur - a costo della vita e ai nostri figli lasceremo una Padania libera. Ha iniziato il suo percorso anche il consiglio regionale della Lombardia per il federalismo». «Nord stufo» - Al grido «libertà, libertà, Padania libera», il leader leghista ha elencato i malanni del Nord: «La Padania è ridotta male, le città non sono più in grado di andare avanti perché Roma ci porta via tutti i quattrini. Dobbiamo chiudere con questo Stato centralista, altro che fascista, molto di più. Oggi lanciamo la protesta fiscale perché il cuore del problema sono i soldi». Mentre il popolo leghista urlava «secessione», Bossi ha risposto: «Indipendenza. Se ci fosse un referendum, ci sarebbe l'indipendenza dell'Italia perché questa è la scelta della nostra gente che vuole liberarsi dal Tricolore che è un simbolo che non ci appartiene» e concludendo l'intervento ha pure insultato Giuseppe Garibaldi. La protesta - Il coordinatore delle segreterie leghiste, Roberto Calderoli, ha poi chiarito l'ipotesi di dialogo della Lega con il centrosinistra con un monito: «Se verremo trattati da cittadini e non da sudditi, ci sarà la carota. Se invece ci tratteranno da schiavi, ci sarà il maiale, non il fucile perché questa che lanciamo è una cannonata». «Solo cannoni quando si toccano i soldi. Saranno 13 cannonate - ha proseguito il dirigente leghista - e anche qualche mitraglietta e vedrete che anche una bombetta atomica c'è...». Il coordinatore delle segreterie leghiste ha spiegato: «Abbiamo fatto un progetto di rivolta fiscale, 13 punti che vi verranno illustrati uno per uno. Alla fine ci sarà anche un volumetto su come pagare le tasse giuste, punto e basta, a costo zero. Perché - ha concluso Calderoli - non solo non ci saranno sanzioni, perché nessuno vi verrà a dare le cosiddette multe, ma vi troverete in tasca più soldi». Calderoli ha anche lanciato un monito al governo: «Se ci saranno i soldi nelle tasse di Comuni e Regioni e lo Stato a secco - ha concluso - il coltello dalla parte del manico lo abbiamo noi». Le reazioni - Immediata la replica di Romano Prodi: «Tutto quello che va contro la legge non può avere l'approvazione dei cittadini». Al quale ha fatto eco il portavoce di Italia dei Valori, Leoluca Orlando: «Sarebbe ora che la Lega ed i suoi vertici cominciassero a praticare la coerenza; da decenni urlano proclami ed ultimatum per poi non decidere e non governare quando ricevono il mandato per farlo». Ad applaudire Bossi nel centrodestra, invece, si è lanciata Michela Vittoria Brambilla. «In questa battaglia contro le tasse i Circoli della Libertà non potranno che essere, e con convinzione, a fianco della Lega» ha dichiarato la presidentessa delle neonate formazioni di centrodestra. «La decisione, infatti, del governo di utilizzare anche gli studi di settore per aumentare, in misura abnorme, la pressione fiscale sulle piccole imprese e sui lavoratori autonomi delle partite Iva non è solo fuori da ogni logica - ha sottolineato la Brambilla - ma è anche assurda perché essa va a colpire proprio quella vasta area di imprese e di attività che oggi contribuiscono alla formazione della ricchezza di questo Paese».
(da "la provincia di Lecco" del 18-09-2007)