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SEZIONE DELLA LEGA NORD
 DI VILLA D’ALME’

“MARIO CAPELLI”

 

FEDERALISMO MUNICIPALE:
(articolo per notiziario comunale)

Come ogni anno l’amministrazione comunale si trova a dover stilare il bilancio di previsione e il bilancio di previsione triennale. Questi sono gli atti più importanti della vita comunale dal punto di vista amministrativo dai quali si traggono le intenzioni e le scelte della maggioranza in carica oltre che i limiti di spesa dovuti alla cronica mancanza di fondi nelle casse municipali. Evitando di entrare nel merito delle singole spese o entrate, non essendo queste attinenti all’argomento trattato in questo articolo, non possiamo sorvolare sulle solite e alquanto ipocrite critiche che la lista “Con la Gente” riserva ogni anno al governo di centrodestra, ritenendolo il principale responsabile della paralisi economica del nostro comune. Dalla relazione allegata al bilancio 2011 si evince un’ assoluta volontà di denigrare il federalismo municipale votato in Parlamento ad inizio marzo, adducendo come motivazione il fatto che “alla fin fine, non cambia niente”. Lega Nord e PDL sicuramente avrebbero voluto un federalismo municipale di maggior impatto, ma quando ci si ritrova a scontrarsi con forze politiche e centraliste maggiormente interessate a mantenere i privilegi propri e quelli di chi hanno sempre vissuto alle spalle dello stato, la riforma per forza di cose deve essere un risultato di mille compromessi; questo non toglie però, che il federalismo municipale sia una grande opportunità e un cambiamento storico per il nostro paese. Vogliamo perciò spiegare in breve ai cittadini Villesi e anche alla nostra maggioranza di centrosinistra i punti salienti di questo provvedimento che, sappiamo bene, si tratta solo dell’ inizio di una riforma più ampia che coinvolgerà nei prossimi mesi anche Regioni e Province. Regioni e Province che di riflesso, avranno in futuro maggiori fondi da devolvere ai vari Comuni.

     
- Il principio guida
è quello di spostare dallo Stato ai Comuni, a partire dal 2014, il 30% del ricavato di alcuni tributi: imposta di registro, ipotecaria e catastale, Irpef sulle rendite immobiliari, imposta di registro sui canoni di locazione. Le entrate erogate si attestano a circa 15 miliardi di euro. Il gettito perciò resterà sostanzialmente invariato e i cittadini, pertanto, non pagheranno di più.

- col federalismo demaniale si sviluppa la valorizzazione del patrimonio pubblico, attribuendo i beni statali (demanio) ai territori dove questi si trovano: è un’importante opportunità per rivedere e per potenziare le possibilità di utilizzo di un patrimonio spesso trascurato. Senza aggiungere nuove tasse, si potranno recuperare risorse dalla valorizzazione di beni prima improduttivi.

- prima, più un Comune spendeva più riceveva finanziamenti dallo Stato; in pratica più le amministrazioni erano inefficienti e sprecone, più venivano premiate. Ora vengono definiti i costi dei servizi (fabbisogni standard) che ogni Comune deve garantire ai cittadini e di conseguenza, a seconda del numero di abitanti e della superficie comunale, le amministrazioni avranno i relativi finanziamenti. Se Sindaco e assessori non saranno in grado di governare bene ne risponderanno direttamente ai propri elettori, non ci saranno più le casse statali pronte a ripianare i debiti degli enti locali. Tutto ciò va a vantaggio di quelle amministrazioni comunali che hanno sempre tenuto i conti in regola.

- vengono abbassate le aliquote di tassazione delle compravendite immobiliari: al 2% nel caso di prima casa di abitazione e al 9% negli altri casi. Le aliquote attuali sono stabilite rispettivamente al 3% e al 10%.

- dal 2014, alcuni tributi statali verranno assorbiti nelle imposte municipali senza aggravio per il contribuente. Per quanto riguarda le tasse comunali, vengono eliminate o accorpate ben 10 delle 18 imposizioni. La tanto contestata possibilità di aumentare l’IRPEF comunale, riguar­da quegli Enti che finora non hanno fissato l’addizionale oltre la percentuale del 4 per mille, che rappresenterà il limite massimo raggiungibile (a Villa d’ Almè versiamo già il 5 per mille per cui non ci saranno aumenti) .

- Incentivato il ruolo dei Comuni nell’attività di accertamento tributario. Il 50% del maggior gettito entrerà subito nelle casse comunali. I Comuni scenderanno così in prima linea nella lotta all’evasione fiscale, soprattutto sul versante immobiliare.

- la cedolare sugli affitti, previa facoltà di scelta da parte del contribuente, sostituirà l’Irpef sulle locazioni e la relativa addizionale regionale e comunale. L’aliquota della cedolare viene fissata al 21% per i contratti a canone libero ed al 19% per quelli a canone concordato. Ai Comuni andrà dal 2012 il 21,6% del gettito (il 21,7% nel 2011). Per molti contribuenti si dovrebbe concretizzare un bel risparmio giacché agli affitti, attualmente, si applica l’aliquota marginale Irpef più elevata. Una quota delle entrate dovrebbe essere destinata a provvedimenti in favore degli inquilini. A riguardo c’è da dire che i Comuni avranno accesso all’anagrafe tributaria, al catasto elettronico, e ad altre informazioni utili a fare emergere l’evasione sugli immobili. Tratterranno da subito il 50% dell’ extra gettito prodotto.

- la novità introdotta negli ultimi giorni di analisi del Decreto è l’assegnazione di una quota dell’ I.V.A. ai Comuni che non rappresenterà un ulteriore aggravio per i contribuenti. L’assegnazione avverrà in base al gettito I.V.A. per Provincia e tenendo conto degli abitanti per ciascun Comune.

- Si introducono premi per i virtuosi e sanzioni per gli inefficienti. Tra queste il “fallimento politico” per chi dissesta un ente locale: se la Corte dei Conti accerta la responsabilità del politico scatta l’ ineleggibilità per 10 anni ad ogni carica elettiva. Riguarda anche il Presidente di Regione che viola piani di rientro sulla sanità e porta per 2 anni al massimo l’addizionale Irpef (3%). Il suo partito  subisce il taglio del 30% del finanziamento pubblico.

- Il Comune, in caso di investimenti cospicui per la realizzazione di un dato progetto, avrà la possibilità di istituire una “tassa di scopo”, provvisoria, per reperire i fondi necessari. Pur trattandosi di un’ eventuale ulteriore tassa, i cittadini vedranno con i loro occhi se l’amministrazione ha speso bene i loro soldi. In caso contrario sapranno come regolarsi alle elezioni successive.

E’ importante comprendere che i Comuni avranno la possibilità di applicare le nuove aliquote fiscali ma potranno anche non farlo o, volendo, anche di ridurle. Questo accade in tutti i Paesi più progrediti dove il federalismo ha già fatto sentire i suoi benefici e dove gli amministratori della cosa pubblica “devono” amministrare con grande serietà ed onestà. Dalle simulazioni della Cgia di Mestre, che ha misurato gli effetti economici del Decreto, emerge che il federalismo premierà i Comuni del Nord, portando per esempio a Bergamo 53 euro in più pro capite. Le false previsioni diffuse dalla sinistra, dunque, ancora una volta vengono smentite dai dati ed anche dall’ A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani),  confermando gli effetti positivi di questa riforma.

Probabilmente tutto questo i nostri amministratori di maggioranza della lista “Con la Gente” non l’hanno capito o fanno finta di non capirlo…

 

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