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LEGA NORD - LEGA LOMBARDA

     

OGNI PAESE HA... L'IMMIGRAZIONE CHE SI MERITA!

 

Niente giustizia da sé, d’accordo! Ma dovrà pur esserci qualcuno che la fa... Dopo l’assassinio del barista di Besano, “reo” di aver tentato di sedare una rissa, torna in auge il tema della legittima difesa e del bisogno di sicurezza dei cittadini onesti

  Constatiamo, senza meravigliarcene troppo, che ciò che più ha indignato la stampa filo comunista  e la grande stampa benpensante al seguito non è stato tanto l’assassinio del barista di Besano (no, quello è un caso isolato!) quanto la successiva “caccia all’immigrato” a Varese, com’è stata diligentemente definita, confondendo di proposito la causa con gli effetti e dando due differenti dimensioni all’omicidio e alla protesta, quasi fosse più grave quest’ultima.

La criminalità straniera, albanese e romena, in primo luogo, aumenta nell’indifferenza e nella rassegnazione. Non c’è certezza che un omicida vada in galera e ci resti; e ci si meraviglia che la protesta popolare salga. Niente giustizia da sé, d’accordo! Ma però qualcuno la faccia…

Il sindaco di centrosinistra di Besano, dice che in paese non era mai successo nulla. Nulla salvo qualche clandestino che scorrazzava libero senza rendere conto a nessuno. Finché quel modello di “convivenza pacifica” s’è rivelato una gran balla. Gli sembrava tutto tranquillo, finché non c’è scappato il morto. E ora esorta gli animi alla calma, ad aver fiducia nel “corso della giustizia”

(come si fa ad aver fiducia nel corso della giustizia quando ultimamente è stata data libertà ad un albanese che solo un anno e mezzo fa, dopo essersi ubriacato e drogato, travolse e uccise tre torinesi che si recavano al matrimonio di un parente?... per di più con la restituzione della patente e senza fare un solo giorno di carcere….)

Alla base della nostra insicurezza c’è innanzi tutto l’incapacità politica a gestire l’immigrazione clandestina che non è definitivamente classificata come reato e che perciò tende a perdere ogni connotato di violazione di una norma. Viene consentito all’immigrato, in virtù della sua condizione di povero e di sfortunato, ciò che non verrebbe mai permesso a un cittadino italiano, che di fatto scade nella scala dei diritti e dei doveri uguali per tutti. Anche la legge distingue e interpreta con criteri di generosa larghezza verso l’immigrato. La gravità d’un reato non deve dipendere da chi lo ha compiuto ma il giudizio deve essere uguale per tutti.

L'intera Europa è a rischio. Purtroppo la situazione è destinata a degenerare.

Come sorprendersi allora se dopo quanto è successo (ed è solo l’inizio), una parte preponderante dell’opinione pubblica chiede la cacciata dei clandestini stranieri, in particolare   albanesi, rumeni, maghrebini, le tre etnie maggiormente indiziate come portatrici di disturbo e di criminalità. Il colmo è che l’Albania è un “protettorato” italiano, nel senso che contribuiamo parecchio a mantenerla. Ma assurdamente siamo noi a doverci proteggere dalla violenza atavica degli albanesi. Dice il sindaco che la vita a Besano era tranquilla prima che l’assassino albanese sentisse d’un tratto il “richiamo della foresta”. Il sindaco non vedeva nulla di anormale nella Toyota che scorrazzava a tutta velocità nelle strade del paese con a bordo quelle facce poco rassicuranti. Lui non c’era e se c’era dormiva o non vedeva.

Se questi sono i sindaci che eleggiamo, la malavita clandestina ce la meritiamo.

 

Siamo sicuri che a Villa d’ Almè non possa verificarsi una situazione come a Besano?

Ogni paese ha l’immigrazione che si merita.  

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