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 LINIFICIO:

LA CRISI DEL TESSILE CAUSATA DALLA CINA

 

Come tutti ormai saprete l’azienda principale di Villa d’Almè, il linificio e canapificio nazionale, sta attraversando un momento molto difficile dopo l’annuncio della proprietà riguardante l’esubero di circa una novantina di lavoratori. Tutto questo malgrado il raddoppio degli utili confermato dalla ditta.

Non vogliamo approfittare di questa brutta situazione che colpisce molte famiglie Villesi per fare propaganda politica, perciò non entriamo nel merito della situazione locale; vogliamo però prendere spunto da questa circostanza per fare alcune riflessioni generali.

Perché un’azienda che ha raddoppiato gli utili mette in crisi 86 famiglie mantenendo solo la lavorazione più pregiata della propria produzione?

La risposta è semplice: perché da una parte molti imprenditori (…i grandi industriali) preferiscono trasferire la produzione in paesi come la Cina dove il costo del lavoro è bassissimo, dove non vige nessun rispetto per i diritti dei lavoratori, dove abbonda lo sfruttamento del lavoro minorile e dove non esistono regole per la salvaguardia ambientale, dall’altra, sempre per gli stessi motivi, molte imprese (..piccole e medie aziende) sono costrette a chiudere non riuscendo più a sostenere la concorrenza sleale dei paesi asiatici.

I conti sono presto fatti: un cinese costa 62 centesimi all’ora, un italiano 11 euro all’ora. Se a questo aggiungiamo che in molti paesi asiatici vige la regola dello schiavismo dove i lavoratori non vedono né alba né tramonto è facile capire il motivo della crisi che colpisce soprattutto il tessile e il comparto calzaturiero.

Come è sempre successo per altri argomenti, la Lega Nord è stata la prima a mettere in guardia i vari rappresentanti politici, industriali e sindacali già da qualche anno a questa parte, proponendo anche misure che limitassero questa invasione. Il risultato? Come al solito sono piovute critiche sia da destra che da sinistra, sia da confindustria che dai sindacati sempre con le stesse motivazioni: razzismo, antistoricità, egoismo, discriminazione, intolleranza.. e chi più ne ha più ne metta.

Cosa hanno fatto i rappresentanti sindacali a livello nazionale, quelli che dovrebbero difendere i diritti degli operai italiani, per prevenire questa situazione? Erano forse troppo impegnati a scendere in piazza a fianco degli extracomunitari per manifestare contro la legge Bossi-Fini?…e confindustria? Per fare gli interessi di pochi grandi imprenditori ha messo sul lastrico decine di piccole aziende e migliaia di famiglie!

 

Un’ultima considerazione: con l’entrata della Turchia in Europa la situazione non potrà che peggiorare…

PURTROPPO COME SPESSO SUCCEDE CI SI ACCORGE DELLA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE QUANDO ORMAI E’ TROPPO TARDI. QUELLO CHE CI DISPIACE MAGGIORMENTE E’ CHE MOLTE PERSONE APRONO GLI OCCHI SOLO QUANDO VENGONO COLPITE PERSONALMENTE…….

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