SERVIZI SOCIALI
La politica sociale, vista la grave crisi economica
in corso, rappresenta per i cittadini la possibilità di trovare aiuto, da parte
dello Stato, per far fronte alle difficoltà economiche che innescano a loro
volta complessi meccanismi che influenzano la vita di tutti i giorni dei
cittadini.
A sua
volta lo Stato si trova in gravi difficoltà a far fronte a tutte le richieste di
aiuto che pervengono dalla collettività; un tempo quando lo Stato Italiano non
doveva rispettare i parametri di rigore economico dettati dalla Comunità Europea
poteva adottare provvedimenti di spesa senza incorrere in sanzioni e richiami;
allo stesso tempo l’Italia di solo un decennio fa era tra le grandi potenze
economiche ed industriali del Mondo; la realtà di oggi è invece di un’Italia che
oltre a ritrovarsi con i problemi mai risolti dai tempi della nascita della
Repubblica Italiana si ritrova in un contesto mondiale in cui l’Europa non è più
il centro del Mondo e l’economia mondiale sta attraversando una fase di
assestamento e di cambiamento che ci vede ai margini dello scenario mondiale. Se
un tempo, secondo le dottrine economiste, bastava che lo Stato “creava buche e
poi le riempiva” per creare lavoro e ricchezza ora lo Stato deve essere un
ottimo investitore premiando chi merita e tagliando i fondi a chi sperpera.
Grande sforzo di rilancio dell’economia italiana sta attuando l’attuale Governo
di centrodestra; dopo decenni in cui si è perso il treno della ricerca
tecnologica e dell’innovazione a favore del clientelismo e dell’immobilismo
sociale per salvaguardare lo status quo e i privilegi della classe politica
dirigente, numerosi esponenti dell’attuale Governo stanno cercando d’invertire
il senso di marcia.
Certo
il percorso è ancora lungo ma il cambiamento è in atto; la svolta epocale non
poteva essere scelta come modus operandi….. ci hanno provato illustri e onesti
giudici italiani e sono stati fermati dal tritolo. Il lavoro dei nostri Ministri
goccia dopo goccia sta scardinando quei meccanismi contrari alla buona gestione
della “cosa pubblica” che si sono radicalizzati nella Prima Repubblica e che
certi partiti di sinistra, che sono stati all’opposizione dal dopoguerra fino
all’avvento del P.D.L. e della Lega Nord, hanno sempre fatto finta di non
vedere.
La
crisi economica sta quindi mettendo a dura prova oltre i bilanci delle famiglie
italiane anche quello del nostro Stato; gli esempi sono dietro l’angolo….
l’Argentina e ora la Grecia; il rischio è troppo grande anche per lo Stato
Italiano e quindi il nostro Governo sta cercando di contenere la spesa pubblica
con interventi a volte impopolari (che la sinistra di piazza cavalca
puntualmente) ma che daranno notevoli risultati nel medio e lungo termine. Allo
stesso tempo si sta rilanciando l’economia ed il vero federalismo fiscale
approvato e voluto da questo Governo ne è l’esempio; il federalismo fiscale che
attualmente è solo all’inizio del suo cammino darà la possibilità di
mantenere sul territorio dove viene generato reddito e valore aggiunto
notevoli risorse economiche che saranno poi a disposizione dei Comuni, delle
Provincie e delle Regioni evitando così che tali risorse economiche vengano
disperse nei meandri dell’apparato centralista statale. I Comuni che adesso si
trovano a dover rispettare il patto di stabilità e quindi a contenere le spese
avranno la possibilità di offrire alla cittadinanza servizi assistenziali che
oggi, a causa dei fatti sopra esposti, non è più possibile garantire. Le Regioni
potranno migliorare altresì la qualità di quelli già elargiti come ad esempio
quelli del campo sanitario e dell’istruzione e le Province mettere mano alla
viabilità locale con importanti interventi che potranno risollevare l’economia
di zone svantaggiate geograficamente come quelle montane. Con il vero
federalismo fiscale voluto dal nostro Governo e osteggiato dalla sinistra sarà
altresì possibile salvare il sano tessuto produttivo/industriale italiano che ad
oggi è soffocato dall’ingente pressione fiscale e tributaria necessaria per
mantenere l’attuale “apparato” ridando così ossigeno alle industrie che potranno
ritornare competitive e creare nuova occupazione.
A Villa d’Almè vi è
l’immobilismo “sul sociale” dell’attuale maggioranza che si crogiola
continuamente dietro l’alibi del patto di stabilità ma che dall’altra parte si
lancia in scelte immobiliari che stanno comportando l’accensione di mutui per
milioni di euro; per onorare questi mutui e i relativi interessi che il Comune
di Villa d’Almè dovrà pagare, per il sociale rimarranno solo “gli spiccioli”. In
questo scenario un grande ruolo sociale hanno e avranno sempre più le
associazioni ed il volontariato villese per sopperire anche dove
l’Amministrazione Comunale di Villa d’Almè non potrà arrivare soprattutto per le
sue scelte prese anche senza considerare le minoranze consiliari che
rappresentano la maggioranza dei voti espressi alle ultime consultazioni
elettorali comunali. La cosa che più ci dispiace è che a Villa d’Almè ci sono
associazioni considerate di serie A e di serie B; noi vorremo che tutte le
associazioni avessero gli stessi diritti e gli stessi aiuti dall’Amministrazione
Comunale. Il Gruppo consiliare della Lega Nord e del P.D.L. è a disposizione di
tutti coloro che hanno a cuore il bene della comunità villese senza ideologismi
che limitano il potere d’intervento e d’azione al fine di tutelare le fasce
sociali più esposte all’attuale congiuntura economica sfavorevole. |