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VOGLIONO FERMARE IL
 FEDERALISMO

Più che le scaramucce parlamentari di vecchi e nuovi oppositori del Governo, o piuttosto l’assalto ai palazzi della politica da studenti forse strumentalizzati, a dover essere poste al centro dell’attenzione dei media dovrebbero essere le “grandi manovre” in atto per cercare di affossare il federalismo fiscale. Ci sono infatti forze trasversali alla politica, all’informazione e agli apparati pubblici, che sono all’opera dentro il Parlamento, disseminando di trappole e pretestuosi paletti l’iter dei provvedimenti legislativi presentati dall’esecutivo. Mentre fuori delle aule parlamentari, cercando di fomentare lo scontro sociale, hanno come obiettivo quello di fermare le riforme. Sarà un caso ma certi movimenti politici, che tra l’altro hanno riportato in auge uno stile e un linguaggio da Prima Repubblica, che pensavamo di esserci posti per sempre alle spalle, sono cominciati proprio quando il federalismo fiscale è arrivato in dirittura d’arrivo. Come pensarla diversamente se “uno dei ritornelli più ricorrenti di queste ultime settimane di crisi politica strisciante italiana – come scrive giustamente Oscar Giannino sull’ultimo numero di Panorama – è l’assalto al federalismo” con la scusa che lo stesso “metterebbe a rischio l’unità nazionale e testimonierebbe l’attenzione preminente che il Nord avrebbe ottenuto nell’agenda di governo. E’ un refrain – continua Giannino – che lascia abbastanza interdetti, perché deliberatamente si ferma a formule di ordine generale che avrebbero potuto essere pronunciate sedici anni fa come dieci”. Ma c’è dell’altro. Ad alcuni infatti “il federalismo - fa notare il giornalista – non piace per niente e andrebbe meglio poterne fare del tutto a meno. Il che significa restare nella permanente contrattazione romana iperdiscrezionale, per metà anno sui trasferimenti da dare a ciascuno, e per l’altra metà su come coprire le perdite a chi sfora”. Insomma, né più né meno di quello che vecchi e nuovi oppositori del Governo ci stanno costringendo a fare in questi giorni in Parlamento. Un continuo tira e molla, con l’obiettivo dichiarato di logorare l’azione e il programma dell’esecutivo. Persino i rifiuti di Napoli, che si trovano a tonnellate per le strade di quella città per incapacità dell’amministrazione locale e non certo del governo Berlusconi (che anzi di emergenze a Napoli ne ha affrontate e risolte più di una negli ultimi due anni e mezzo!), vengono presi a pretesto per polemizzare. E’ probabile che la formula rivoluzionaria contenuta nel federalismo fiscale, ovvero che chi sbaglia paga e che, ovunque sul territorio, a parità di servizi devono corrispondere uguali costi, non sia proprio gradita a chi vorrebbe che l’attuale sistema rimanesse per sempre. Forse è proprio questo desiderio che oggi porta vecchi e nuovi oppositori del Governo ad un comune arrembaggio alla nave governativa. 

Giacomo Stucchi 25 novembre 2010

 

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